Eventi

L'UNITÀ DEL SAPERE - Presentazione e video degli incontri

Varese, Villa Toeplitz (viale G.B. Vico, 46) e in collegamento Teams

ore 16.30

Locandina

Questionario di gradimento

Agli studenti della Laurea triennale e magistrale in Scienze della Comunicazione sarà riconosciuto 1/2 di punti seminario 

 

Le vaste dimensioni dei fenomeni sociali sono un’ottima occasione per penetrare in profondità nell’animo umano. È vero, si potrebbe pensare. Ma è più vero che «solo calandoci in profondità nell'interno di un individuo abbiamo qualche probabilità di capire la natura di quei fenomeni». Quando Marcel Proust scriveva queste parole, nella Ricerca del tempo perduto, indicava una chiave di lettura – dell'individuo e del suo rapporto con la società e con il mondo – che storici, antropologi, scienziati e scrittori hanno scelto da sempre come loro osservatorio privilegiato, non sempre riconoscendolo. È la dimensione individuale della storia locale, la sola che possa interrogare i grandi mutamenti e rispondere ad attese che, prima di essere universali, sono di ognuno di noi, con il nostro bagaglio di incertezze e smarrimenti. E non sarà un sapere univoco a darci le risposte che aspettiamo.

Per questo «l’unità del sapere», l’interazione tra modi differenti e spesso opposti di vedere e descrivere il mondo, può rappresentare davvero, se non la via d’uscita, almeno l’ampliamento del nostro orizzonte d’attesa: una formula che alimenti la complessità, non un percorso semplificato per eludere i confronti e la loro necessità, mai come oggi fondamentali, per una convivenza civile che avvertiamo sempre più fragile e compromessa.

Il Centro Internazionale di Ricerca per le Storie Locali e le Diversità Culturali continua, dopo il successo dello scorso anno, le sue attività in presenza, proponendo a cittadini, studenti e appassionati una nuova serie di incontri dedicata appunto all’unità del sapere. Al centro si collocano questioni cruciali che intrecciano la local history alla grande storia: discipline diverse esplorate nelle loro ragioni fondative, che nell'incontro e nel dialogo rivelano potenzialità inattese, qualche volta – ci auguriamo – in grado di farci ripensare anche il modo che abbiamo scelto per collocarci nel mondo. 

 mercoledì 24 gennaio
VARESE AUTARCHICA E IMPERIALE
Enzo Laforgia
 
 Il 23 marzo del 1936, Mussolini annunciò ufficialmente l’avvio della campagna per l’autarchia economica. Fu questa la risposta alle sanzioni imposte al nostro Paese dalla Società delle Nazioni, a seguito dell’invasione dell’Etiopia. L’Italia, da quel momento in avanti, avrebbe dovuto «far da sé», «bastare a se stessa», per resistere al cosiddetto «assedio economico». In poche parole, tutti avrebbero dovuto consumare meno e consumare solo prodotti italiani. La campagna autarchica durò ben oltre la fine della guerra in Africa Orientale (9 maggio 1936), con ricadute sulla lingua e sul costume. L’intervento intende verificare in che modo Varese rispose al generale clima di eccitazione per la Guerra d’Etiopia e alla propaganda per l’autarchia.
 
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 mercoledì 7 febbraio
PRESENTAZIONE DEL LIBRO LE PAROLE IN CHIRURGIA. DAL MEDIOEVO AL SARS-COV-2 DI RENZO DIONIGI
Giuseppe Armocida, Giovanni Iamartino, Alessandra Vicentini
alla presenza dell’autore
 

Oggi, la comunicazione scientifica avviene in inglese, e le altre lingue europee sono meno utilizzate e rimangono in un ambito di minore prestigio anche professionale. Questo comporta il rischio di un crescente contrasto: da un lato, un linguaggio agevolato, accessibile a chi non è medico o allo studente in medicina; dall’altro, un linguaggio iperspecialistico, che rischia di essere di difficile comprensione per gli stessi medici con altra specializzazione. Durante la revisione dell’ultima edizione di un noto trattato di chirurgia si è constatata un’inattesa e straordinaria estensione dei lemmi chirurgici e medici in generale. Questa proliferazione di termini, talora impenetrabili, inconsueti e frequentemente presi in prestito da altre lingue, sta progressivamente allontanando il grande pubblico e per il suo tecnicismo può mettere in difficoltà anche la “corporazione clinica”. Si è così reso necessario un aggiornamento del vocabolario chirurgico e, in parte, di quello medico per fornire elementi utili per decodificare e intendere neologismi, forestierismi, termini inconsueti, eponimi e acronimi.


mercoledì 21 febbraio
STORIE DIPINTE DI SAN CARLO NEI GRIGIONI
Sara Fontana
 

La piccola chiesa di San Carlo a Uors, nel cantone svizzero dei Grigioni, conserva un ciclo pittorico sulla vita e i miracoli di san Carlo Borromeo, datato al XVII secolo. I ventuno riquadri, numerati e completi di didascalie in lingua tedesca, che raffigurano con un vivace e semplice linguaggio alcuni episodi della vita di Carlo, possono considerarsi quasi un unicum nella sua iconografia, un riferimento alla devozione al Santo che si era insinuata in un territorio dalla delicata situazione religiosa ai confini con la Riforma protestante.

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mercoledì 6 marzo
LA POLICROMIA NELLA SCULTURA MEDIEVALE
Saverio Lomartire
 
Il tema della policromia nella scultura è da tempo oggetto di alcuni studi specialistici, anche in ragione dell’ampiezza cronologica che è possibile prendere in considerazione: da esempi assiro-babilonesi ed egizi sino quasi all’età contemporanea.
Per gli ambiti di applicazione che interessano la scultura del Medioevo, solo di recente si è raggiunta una certa consapevolezza e si sono avviate ricerche approfondite. Esse, in particolare per l’Altomedioevo, sono solo all’inizio.
Raramente sui pezzi scultorei medievali si conservano tracce apprezzabili di policromia. Spesso solo il rinvenimento di materiali in scavo o l’avvio di restauri, oppure l’effettuazione di campagne mirate di analisi permettono migliori osservazioni. Queste ultime tuttavia presentano sempre notevoli difficoltà nell’interpretazione e nell’individuazione di eventuali standards tecnologici o di prassi esecutive che possiamo considerare consolidate e generalmente applicate.
Soprattutto quando cerchiamo di pervenire ad una visione complessiva e dirimente sui complementi pittorici alla scultura dobbiamo constatare, contrariamente a quanto talora è stato indicato da alcuni studi, che, a parte le sculture lignee, non tutta la scultura del Medioevo, ma anche del Rinascimento e di epoche successive, ha ricevuto una finitura pittorica.
Allo stato attuale delle ricerche dobbiamo quindi riconoscere che non è possibile fissare delle regole interpretative generalmente valide, e che per il momento dobbiamo concentrare l’attenzione sullo studio dei singoli casi.

mercoledì 20 marzo
SULLE TRACCE DI FAUSTA CIALENTE
Claudia Biraghi
 

Fausta Cialente, giornalista, traduttrice, scrittrice tra le più interessanti del Novecento, ha a lungo abitato in una casa a Caldana di Cocquio Trevisago, e qui ha composto buona parte dei suoi capolavori. Il suo legame con il Varesotto si inserisce peraltro in una vita geograficamente molto “nomade” (nata a Cagliari, muore nel Berkshire, in Inghilterra, dopo aver vissuto a Trieste, Genova, Alessandria d’Egitto, il Cairo, Milano, Roma, in Spagna e in Persia), spesso in contesti internazionali e culturalmente stimolanti.
Negli anni 1941-1947, mentre si trova in Egitto, prende parte alla lotta antifascista, iniziando un’attività documentata dai quaderni inediti che formano il suo “Diario di guerra” e conducendo, fra l’altro, per l’emittente britannica di Radio Cairo, il programma serale Siamo Italiani, parliamo agli Italiani, una voce antifascista destinata ai soldati italiani in Libia e ai prigionieri di guerra nei campi inglesi in Egitto.
Fra i suoi libri più celebri, Natalia (1930, Premio dei Dieci), Pamela o la bella estate (1935), Cortile a Cleopatra (1936), Ballata levantina (1961), Un inverno freddissimo (1966, da cui è stato tratto, nel 1976, il film televisivo a puntate Camilla), Il vento sulla sabbia (1972, premio Enna), Le quattro ragazze Wieselberger (1976, premio Strega). Molti romanzi sono stati ripubblicati negli ultimi anni (segno di una ripresa d'interesse per l'autrice), così come alcune delle sue traduzioni: Clea di Lawrence Durrell, Piccole donne e Piccoli uomini di Louisa M. Alcott.
Nonostante tutto questo, Fausta Cialente resta tutto sommato una figura poco nota e studiata. Soprattutto, non gode della fama che meriterebbe nel nostro territorio. Non pare dunque inutile creare un’occasione per riparlare di lei, ritrovando, attraverso il racconto di una ricerca, ‘tracce’ e testimonianze concrete della sua presenza.

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mercoledì 3 aprile
NOTTURNO A LUGANO. MORSELLI LETTORE DI D'ANNUNZIO
Elena Maiolini
 

Quando propose a Vittorio Sereni il suo primo grande romanzo, Un dramma borghese, Morselli non ricavò un giudizio migliore ai due fermi rifiuti di Feltrinelli e Einaudi: in particolare sarebbe sembrato sgradevole l’inizio, e pesanti i ricordi affioranti nell’auto-narrazione. Proprio per il «dettaglio non sempre indispensabile» e per una prolissità tesa «all’esattezza» del «sentire», la prosa monologante era risultata indigesta ai valutatori delle due grandi case editrici. Il sospetto, che si desidera condividere, è che al giudizio negativo abbiano contribuito non poco certi contatti sicuri ma sotterranei con d’Annunzio, poco meno che innominabile nei primissimi anni sessanta, quando veniva addirittura “processato” sulle colonne dell’«Espresso». Un dramma borghese si mostra infatti in larga misura debitore di una lettura del Notturno che precede di pochi mesi, e che potrebbe aver impegnato Morselli in una riscrittura personale di un grande libro dell’isolamento.

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mercoledì 17 aprile
SUPERMONS DE BUSTI: PAROLE E OPERE DI UN POCO CONOSCIUTO FRANCESCANO VARESINO (CON ALCUNE CONSIDERAZIONI SULLE ORIGINI DELLA PRESENZA MINORITICA NEL BORGO PREALPINO)
Alfredo Lucioni
 

Il sacerdote francescano Supermons di Bosto nel settembre 1255 assistette a Biumo alla redazione di un testamento con lasciti a favore di una comunità religiosa femminile della castellanza di Bosto. Il religioso varesino appartenne alla prima generazione minoritica: entrò infatti presto nella fraternita francescana, certo prima del 1229 e pertanto forse mentre era ancora in vita Francesco d’Assisi. Negli anni Trenta del XIII secolo divenne ministro della provincia lombarda succedendo ad Antonio di Padova e a Leone da Perego e in tale veste probabilmente contribuì alla edificazione dell'insediamento conventuale di S. Francesco a Varese, dove presumibilmente risiedette dopo aver lasciato la carica di ministro. Fu un esponente del cosiddetto 'minoritismo padano' e di lui rimangono numerosi sermoni (finora inediti), raccolti in due manoscritti conservati a Pavia e Parigi, che recentemente hanno attirato l'attenzione di alcuni studiosi.

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martedì 14 maggio
SANTA MARIA DEL MONTE DI VELATE NELLE CARTE MEDIEVALI
Claudia Storti
 
È difficilissimo immedesimarsi nel modo di pensare la vita, la società e le istituzioni di una persona che viveva nei secoli medievali. Probabilmente non ci riusciremo mai del tutto.
Attraverso la lettura di atti notarili e di sentenze, però è possibile tracciare alcuni aspetti della vita sociale e dell’ambiente urbano e rurale delle terre varesine. Tenteremo così di ricostruire, attraverso le parole dei documenti, la struttura delle famiglie e delle comunità, i loro rapporti con il potere e la loro capacità di interloquire con i potenti, la condizione della donna e i rapporti tra fratelli e tra genitori e figli. L’attenzione sarà focalizzata sui secoli XI e XII nei quali avvenne una grandissima e, per lo più ‘dimenticata’, rivoluzione della società italiana e europea.
 
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SANTA MARIA DEL MONTE - Ciclo di incontri per il 2025

SANTA MARIA DEL MONTE DI VARESE. TERRITORI RELAZIONI CONNESSIONI

 

In concomitanza con il Giubileo del 2025, e a seguito dell'importante anniversario dei 550 anni dall’emanazione della bolla con cui papa Sisto IV autorizzò la fondazione del monastero delle Romite (10 novembre 1474), il Centro Internazionale di Ricerca per le Storie Locali dell’Università degli Studi dell’Insubria ha voluto dedicare un ciclo di conferenze al borgo di Santa Maria del Monte, con il suo santuario, la sua Via Sacra e i suoi dintorni.

Gli incontri, sette in tutto, si svolgeranno, con cadenza bisettimanale, sempre di mercoledì e alle 16.30, tra la fine di febbraio e la fine di maggio. Cinque di questi si terranno a Villa Toeplitz, sede del centro di ricerca, mentre i due previsti a marzo avranno luogo proprio a Santa Maria del Monte, presso la sede dell’Associazione (via del Ceppo 5, piazzale degli autobus).

Attraverso un percorso variegato che spazia dalla storia medievale alla storia dell'arte, passando per la storia religiosa e la letteratura, il ciclo di incontri propone una lettura di alcuni temi della storia locale. Un appuntamento divenuto abituale, con l'obiettivo di coinvolgere studenti e appassionati, offrendo loro l'opportunità di confrontarsi con le ricerche più recenti condotte da studiosi dell'Università dell'Insubria e di altre istituzioni lombarde. 


  • PUNTI-EVENTO PER STUDENTI -> per gli studenti della Triennale in Scienze della Comunicazione e delle Magistrali in Scienze e Tecniche della Comunicazione e in Linguaggi e Competenze per la Formazione, la partecipazione in presenza prevede l'attribuzione di 0,5 punti-evento. 
 

-> Presso: Varese, Villa Toeplitz (viale G.B. Vico, 46) e in collegamento Teams (link per il collegamento)

ore 16.30

mercoledì 26 febbraio
LA STATUA LIGNEA DELLA MADONNA DEL MONTE

Paola Viotto

Sull’altare maggiore del Santuario di Santa Maria del Monte è collocata una statua lignea della Madonna in trono con il Bambino, inseribile in un gruppo di opere lombarde databili tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento. La venerazione di cui è sempre stata oggetto ha fatto sì che sopravvivesse nei secoli, venendo integrata dapprima nell’altare ligneo sforzesco, e successivamente nella grande macchina marmorea eretta nel corso del Seicento. Nello stesso tempo la sua natura di immagine devozionale ha causato interventi che ne hanno modificato le caratteristiche stilistiche e iconografiche. Così la vestizione ha nascosto la sua natura originaria di Sedes Sapientiae, che schiaccia sotto i piedi il drago simbolo del Maligno, mentre i rifacimenti della policromia aprono numerosi interrogativi.

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-> Presso: Santa Maria del Monte, sede dell'Associazione Amici del Sacro Monte (via Del Ceppo, 5, piazzale degli autobus)
ore 16.30
 
mercoledì 12 marzo
PELLEGRINAGGI ALLA MADONNA DEL MONTE NEL MEDIOEVO
Alfredo Lucioni
 
La devozione alla Madonna venerata nella chiesa eretta sul culmine del Monte di Velate appare diffusa su un territorio molto ampio fin dal X secolo. Maggiori informazioni si traggono dalla documentazione del XII e XIII secolo, dove troviamo testimonianza di pellegrinaggi compiuti da interi villaggi, che sono all’origine della redazione di preziosi elenchi di offerte portate annualmente da ciascuna comunità. I pellegrinaggi collettivi si affiancavano ai mai cessati pellegrinaggi individuali, che nel Tre/Quattrocento ebbero quali devoti protagonisti vari membri delle famiglie dei signori di Milano.
 

-> Presso: Santa Maria del Monte, sede dell'Associazione Amici del Sacro Monte (via Del Ceppo, 5, piazzale degli autobus)
ore 16.30
 
mercoledì 26 marzo
LA MADONNA DEL MONTE E I VIAGGIATORI DELL'OTTOCENTO
Claudia Biraghi
con un intervento di Gianmarco Gaspari su STENDHAL AL SACRO MONTE
Con l’Ottocento l’istituzione classica del “Grand Tour” volge al termine, lasciando il posto all’età del viaggio romantico e del turismo. La tipologia di viaggiatori che raggiungono l’Italia si fa più variegata, e anche città meno emblematiche dell’arte italiana ricevono l’attenzione dei visitatori. Varese, con il suo Sacro Monte, diventa meta di escursioni e oggetto di descrizioni che ritroviamo in guide, diari e libri di viaggio. Lo prova anche l’esperienza di Stendhal che in pagine memorabili racconta la brusca interruzione di una sua vicenda amorosa, in una notte di tempesta alle soglie del borgo.
Quella che verrà presentata il 26 marzo è una carrellata sui racconti di viaggiatori più o meno celebri, italiani e stranieri, che in stagioni diverse sono saliti alla Madonna del Monte. Le loro parole fanno rivivere un luogo dove arte, natura e teatralità popolare lasciano un ricordo indelebile.
 
 

-> Presso: Varese, Villa Toeplitz (viale G.B. Vico, 46) e in collegamento Teams (link per il collegamento)

ore 16.30

mercoledì 9 aprile
ICONOGRAFIA DI SANT'AMBROGIO TRA STORIA E LEGGENDA
Sara Fontana

Sant’Ambrogio, patrono di Milano, è spesso raffigurato con uno strumento particolare: lo staffile o sferza. Questa iconografia, molto diffusa in tutta la Diocesi di Milano, è particolarmente presente a Santa Maria del Monte, dove affreschi, sculture, codici miniati e stampe ricordano il legame speciale di Ambrogio con le origini del luogo di culto sul monte varesino, poiché proprio qui, secondo una tradizione, che unisce storia e leggenda, il santo aveva sconfitto definitivamente l’eresia ariana.

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-> Presso: Varese, Villa Toeplitz (viale G.B. Vico, 46) e in collegamento Teams (link per il collegamento)

ore 16.30

mercoledì 23 aprile
DISTIROIDISMO SACROMONTANO
Renzo Dionigi
 
In alcune cappelle del Sacro monte di Varese sono presenti sculture, nelle quali gli artisti hanno raffigurato persone portatrici di voluminosi gozzi, indicativi di una patologia dovuta a disfunzione della ghiandola tiroidea. Sono sculture presenti nelle cappelle in cui Gesù è in agonia, coronato di spine, dove cade sotto il peso della croce e poi crocifisso. Le sculture riprendono una tradizione medievale, quando per la Chiesa non c’era separazione tra condizioni fisiche e implicazioni spirituali, e ogni malattia e deformità del corpo erano collegate al peccato. In queste raffigurazioni i portatori di gozzo sono aguzzini, tormentatori, manigoldi dalla mimica grottesca.
 
 

-> Presso: Varese, Villa Toeplitz (viale G.B. Vico, 46) e in collegamento Teams (link per il collegamento)

ore 16.30

mercoledì 7 maggio
LA SOCIETA' MEDIEVALE ATTRAVERSO LE CARTE
Claudia Storti
 
Che cosa succedeva intorno al Sacro Monte nel Medio Evo? Alcuni caratteri della società, dell’economia, della cultura e dell’ambiente sono ricostruibili attraverso la lettura dei documenti dei secoli XII e XIII pubblicati nei volumi delle carte della chiesa di Santa Maria del Monte di Velate e delle pergamene della basilica di San Vittore di Varese.
L’analisi di questi testi ci consentirà di tuffarci in un mondo vivacissimo di rapporti - talora conflittuali - tra soggetti laici ed ecclesiastici e tra città e campagna e di cercar di comprendere i caratteri della vita sociale dei diversi ambienti che gravitavano intorno alla chiesa del Sacro Monte.

-> Presso: Varese, Villa Toeplitz (viale G.B. Vico, 46) e in collegamento Teams (link per il collegamento)

ore 16.30

mercoledì 21 maggio
AMBROGIO E SANTA MARIA DEL MONTE: IERI E OGGI
Cesare Pasini
 
La vita di Ambrogio, vescovo di Milano (374-397), è strettamente legata alle vicende del suo popolo, dalla sua elezione alla lotta con la corte imperiale e infine nella sua stessa morte. A queste vicende si riallacciano i suoi insegnamenti, in particolare quelli sulla spiritualità (“la sobria ebbrezza dello Spirito”) e sulla figura divino-umana di Cristo (contro l’eresia ariana). Attraverso queste stesse tematiche possiamo anche comprendere il tradizionale legame a lui della chiesa di Santa Maria del Monte e il riferimento delle Romite ambrosiane alla sua spiritualità.
 

Questionario di gradimento

 

 

 

 

 

CICLO DI INCONTRI PER IL 2026

VARESE NEL NOVECENTO. UN CROCEVIA CULTURALE

 

Registrazione degli incontri

In vista del centenario dell’istituzione della Provincia di Varese (1927-2027),  il Centro Internazionale di Ricerca per le Storie Locali dell’Università degli Studi dell’Insubria ha voluto dedicare quest'anno un ciclo di conferenze alla Varese del Novecento.

Gli incontri si svolgeranno tra l’inizio di marzo e la fine di maggio e toccheranno temi quali: dalla liberazione alle prime prove di democrazia (1945-1946); la mostra del 1962 su Morazzone a villa Mirabello; Giuseppe Panza di Biumo negli anni Sessanta; gli ospiti del salotto dei Toeplitz negli anni Venti e Trenta; la giovane provincia di Varese in una guida turistica del 1931.

Date: 12 marzo, 8 e 29 aprile, 13 e 27 maggio.

        -> Il 31 marzo ci sarà una relazione di Renzo Dionigi sulla Battaglia di Pavia del febbraio 1525.

Ore: 16.30

Luogo: Varese, Villa Toeplitz (viale G.B. Vico, 46) e in collegamento Teams

Ingresso libero

Seguirà aperitivo

LOCANDINA

  
  • PUNTI-EVENTO PER STUDENTI -> per gli studenti della Triennale in Scienze della Comunicazione e delle Magistrali in Scienze e Tecniche della Comunicazione e in Linguaggi e Competenze per la Formazione, la partecipazione in presenza prevede l'attribuzione di 0,5 punti-evento. 

giovedì 12 marzo - ore 16:30
VARESE, DALLA LIBERAZIONE ALLE PRIME PROVE DI DEMOCRAZIA (1945-1946)

Enzo R. Laforgia

Il pomeriggio del 26 aprile 1945, il Comitato di Liberazione nazionale della Provincia di Varese nominò la nuova Giunta comunale del capoluogo. Sino alla mattina di quello stesso giorno, le formazioni partigiane avevano combattuto strada per strada.

I nuovi amministratori si trovarono a dover affrontare la pesante eredità lasciata da vent’anni di fascismo e dall’ultima guerra, che anche a Varese aveva lasciato ferite profonde. Guidati dal Sindaco Enrico Bonfanti, operaio comunista, che aveva fatto esperienza delle carceri fasciste, del confino, dell’esilio, della Guerra di Spagna e della Resistenza, si impegnarono da subito nel voler rimarcare la forte discontinuità con la stagione politica precedente, impegnandosi in una coraggiosa opera di ricostruzione morale e materiale della città, sperimentando inedite forme di partecipazione democratica.

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martedì 31 marzo - ore 16:30
LA BATTAGLIA DI PAVIA

Renzo Dionigi

In occasione dei 500 anni dalla battaglia di Pavia (1525-2025), una mostra allestita presso i Musei Civici di Pavia ha consentito di ammirare i famosi arazzi fiamminghi del Museo di Capodimonte, che raffigurano l’assedio della città.

La battaglia, combattuta il 25 febbraio 1525, ha visto la vittoria dell’esercito ispano-imperiale di Carlo V d’Asburgo contro quello francese di Francesco I di Valois, segnando una svolta negli equilibri di potere, con il sopravvento della Spagna sull’Italia e l’inizio della sua supremazia nel continente. 

Nell’incontro del 31 marzo, oltre a presentare gli arazzi esposti nella mostra pavese, verrà proposta una sintesi storica e artistica sulle fasi della battaglia e sui personaggi coinvolti, sullo sfondo della città di Pavia dell’epoca.

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mercoledì 8 aprile 2026 - ore 16:30
1962: MORAZZONE A VARESE: UNA MOSTRA MONOGRAFICA INEGUAGLIATA
Laura Facchin
 

Nel vivace clima culturale della Varese tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, si colloca la mostra di rilievo internazionale dedicata al pittore Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone, così chiamato dalla località che gli diede i natali nel 1573, due soli anni dopo Caravaggio. Svoltasi in Villa Mirabello dal 14 luglio al 14 ottobre del 1962 e curata da una giovane studiosa, Mina Gregori, formatasi con Roberto Longhi che scrisse l’introduzione al catalogo, la kermesse godette di un notevole successo critico e di pubblico.

L’anniversario dei quattrocento anni dalla morte del pittore (1626-2026) costituisce l’occasione per ricostruire la genesi, l’organizzazione e gli esiti dell’esposizione, mettendo in luce le numerose personalità che vi furono coinvolte, sia sul fronte locale, sia sul fronte nazionale. I diversi comitati costituiti per l’occasione annoverarono non solo storici dell’arte, tra i quali giova ricordare la collaborazione dei giovani Anna Maria Brizio e Marco Rosci, ma personalità del mondo della cultura in senso più ampio, come Giovanni Testori e Piero Chiara, rappresentanti delle istituzioni territoriali, come Silvano Colombo, di lì a poco direttore dei Musei Civici di Varese e, soprattutto, Manlio Raffo, al tempo Direttore dell’Ente Provinciale per il Turismo di Varese, istituto che fu il vero promotore della mostra.

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mercoledì 29 aprile 2026 - ore 16:30
IL SALOTTO DEI TOEPLITZ: OSPITI ILLUSTRI A VARESE NEGLI ANNI VENTI E TRENTA
Sara Fontana
 

La dimora varesina dei Toeplitz fu negli anni Venti e Trenta del Novecento un vivace crocevia di incontri, dove personalità di spicco, familiari e amici si ritrovavano abitualmente. Il salotto di Giuseppe ed Edvige si animava con la musica di cantanti d’opera e pianisti e con le conversazioni di industriali, artisti e intellettuali, che durante il soggiorno potevano godere della bellezza del parco e ammirare la modernità dei suoi giochi d’acqua. Attraverso ritratti, testimonianze e qualche curiosità, esploreremo l’affascinante cerchia sociale e familiare che ruotava attorno alla famiglia.

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mercoledì 13 maggio 2026 - ore 16:30
 «GEMMA D’ITALIA»: LA GIOVANE PROVINCIA DI VARESE IN UNA GUIDA TURISTICA DEL 1931
Claudia Biraghi

 

Nel 1931 due giornalisti, Giannetto Bongiovanni e Mario Rivoire, pubblicano un volumetto, Varese e la sua Provincia che, in uno sguardo d’insieme che spazia su economia, ambiente, tradizioni popolari, cultura e società e attraverso ventisei itinerari che irraggiano dal centro, si propone di promuovere il territorio della provincia istituita appena quattro anni prima. Potrebbe questa guida turistica offrirci un’immagine che sia utile anche a fini storici?

La ricerca di una risposta a tale quesito fornirà lo spunto per parlare della storia del turismo nel Varesotto; una storia che, proprio nell’anno di pubblicazione della guida, è segnata da un avvenimento malinconicamente emblematico di un periodo di crisi e trasformazione.

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mercoledì 27 maggio 2026 - ore 16:30
GIUSEPPE PANZA DI BIUMO NEGLI ANNI SESSANTA
Anna Bernardini
 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato il volume "LE PAROLE IN CHIRURGIA. DAL MEDIOEVO AL SARS-COV-2"

di Renzo Dionigi

Milano, Mimesis, 2023
Collana "Eterotopie", n. 925
pp. 534
€ 38,00 -  Acquista
ISBN: 979-12-2230-264-5
 

Oggi, la comunicazione scientifica avviene in inglese, e le altre lingue europee sono meno utilizzate e rimangono in un ambito di minore prestigio anche professionale. Questo comporta il rischio di un crescent contrasto: da un lato, un linguaggio agevolato, accessibile a chi non è medico o allo studente in medicina; dall’altro, un linguaggio iperspecialistico, che rischia di essere di difficile comprensione per gli stessi medici con altra specializzazione. Durante la revisione dell’ultima edizione di un noto trattato di chirurgia si è constatata un’inattesa e straordinaria estensione dei lemmi chirurgici e medici in generale. Questa proliferazione di termini, talora impenetrabili, inconsueti e frequentemente presi in prestito da altre lingue, sta progressivamente allontanando il grande pubblico e per il suo tecnicismo può mettere in  difficoltà anche la “corporazione clinica”. Si è così reso necessario un aggiornamento del vocabolario chirurgico e, in parte, di quello medico per fornire elementi utili per decodificare e intendere neologismi, forestierismi, termini inconsueti, eponimi e acronimi.

Leggi il sommario e la presetazione del volume.

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