Nell’aprile del 1964 un gruppo di studiosi, tra cui l’arch. Bruno Ravasi, il prof. Carlo Alberto Lotti e l’arch. Alberto Ferrari, promossero un’iniziativa chiamata gruppo "Itinerari” e organizzata dall’“Oasi - Centro Culturale Francescano”, con il fine di organizzare ricerche e mostre per far conoscere il patrimonio artistico della provincia di Varese.
Il gruppo, fra l’altro, utilizzò anche la testata locale, “La Prealpina”, per informare e sensibilizzare sul tema della tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico nazionale e sulle criticità della situazione del tempo.
Venuto a conoscenza di questa iniziativa, Aristide Papi iniziò a collaborarvi a titolo volontario. Decise di coinvolgere anche il figlio Vivi, fotografo appassionato d’arte, che aveva già fotografato l’interno della cripta del Sacro Monte e la chiesa della Schirannetta, e desiderava proseguire nell’attività di documentazione del patrimonio artistico varesino.
