Il sito archeologico di Castelseprio, divenuto patrimonio dell’umanità UNESCO nel 2011 era già riconosciuto negli anni Sessanta come una importante testimonianza dell’alto Medioevo. Vivi Papi, che aveva già fotografato l’interno della cripta del Sacro Monte e la chiesa della Schirannetta, e desiderava proseguire nell’attività di documentazione del patrimonio artistico varesino, documentò accuratamente anche Castelseprio a partire dalla fine degli anni Sessanta.
Ulteriore documentazione riguarda materiale archeologico: un bottone decorato (anni Sessanta-Settanta) e due affreschi strappati (frammento di un pastore e frammento di un'ancella, 1988) conservati ai Musei civici di Varese. In archivio sono presenti anche immagini di interni ed esterni della chiesa di S. Maria foris portas (1976), vedute sull’area archeologica e altri esterni della chiesa di S. Maria foris portas (1979, 1985 e 1987), affresco della Natività strappato e conservato nella chiesa di S. Martino a Carnago (1985-1986), copie da mappe d’archivio relative alla pieve e conservate presso l’archivio arcivescovile di Milano (1991) e cartine topografiche conservate presso l’Archivio di Stato di Varese (1993).
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| Chiesa di Santa Maria Foris Portas (1985) | Chiesa di Santa Maria Foris Portas (1987) |
Natività, chiesa
di Santa Maria Foris Portas (1976)
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Adorazione dei Magi, chiesa
di Santa Maria Foris Portas (1976)
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